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Classe di Vita - Lezione Numero 1

La vita, che invenzione meravigliosa, respiri ed inspiri, mangi e poi espelli, bevi e poi espelli, tagli i capelli e ti ricrescono(calvi a parte, scusate), finisci le elementari e ci sono le medie, finisci le medie e ci sono le superiori, finisci le superiori e c’è l’università, finisci l’università e c’è il master o il lavoro… la maggior parte delle cose che abbiamo fatto, che facciamo e che faremo sono cose già scritte che già si sanno e le varianti sono abbastanza limitate, eppure commettiamo sempre degli errori spesso e volentieri sulle stesse cose.
La prima sono io che non imparo mai, vivo in un mondo parallelo immaginando e sognando chissà quali cose, mi aspetto che il prossimo mi tratti come lo tratto io, do insegnamenti di vita a delle persone sapendo che in realtà le cose vanno in modo diverso. Prendiamo mio fratello ad esempio, ha solo 9 anni e per certi punti di vista mi vede come un punto di riferimento, cerco di fargli capire i valori ed i pilastri portanti della vita quotidiana, come la famiglia, l’amicizia ed il rispetto per gli altri; ma poi…ci sono quei momenti che mi sveglio la mattina e penso “cos’è che ho fatto questa settimana o questo mese?” e passando in rassegna le mie giornate mi accorgo che quel cellulare ha lo stesso credito fermo da un po’, le ultime chiamate in lista sono chiamate di lavoro, così come le email, vedo sul mio blog o sul mio profilo di myspace commenti che risalgono ad un mese fa, sono tutti scomparsi “i grandi amici”…
Eppure tornando un po’ indietro ancora con i ricordi mi vedo ad andare qui e li per stare con loro, mi vedo li seduta ad ascoltarli, a reggere la candela, a fare 200 cose per quel valore che oramai sa di passato che è l’Amicizia!
Mi ritrovo a parlare con gente quasi sconosciuta su msn, mi sembra di essere invadente quando mando un messaggio ad un amica, eppure molti sanno che il mio ragazzo non c’è attualmente e sono SOLA.
Chi si fa sentire ovviamente c’è, ma ha sempre il suo secondo fine che a me non interessa minimamente. Tornando indietro di un paio di anni, mi vedo li con quel cellulare che mi chiedeva di smettere di smanettarlo e con la vodafone che mi diceva che neanche 3 summer card avrebbero potuto coprire il numero di sms che mandavo ogni giorno; vedo le foto del passato, ne ho tantissime, sorrido, sono bellissima, capelli sempre a posto, un po’ di trucco che non guasta, fisico abbastanza notevole; la figlia di un amica di famiglia non crede neanche che sia io, per non dirmi direttamente in faccia “ma come ti sei ridotta?”
Non ho voglia, non più, ho smesso di credere mi sa di essere arrivata a quel limite dove arrivano i cattivi prima di diventarlo: il punto della delusione più infinita nei confronti dell’umanità.
Forse è un punto che si raggiunge ogni 10 anni, dato che proprio verso i 13-14 anni ho avuto l’inizio del periodo spirituale dove mi rifugiavo in un block notes sfogando tutto ciò che avevo dentro. Ma ora ne ho 23, vivo la vita che non voglio, continuo a sognare quella che vorrei, la gente attorno inizia a darmi fastidio, divento sempre meno tollerante, so fare tutto ma non so fare nulla, mento a me stessa e cerco di mentire agli altri con un sorriso di copertura o con la mia frase tipo “ho sonno”, ed invece no vorrei star sola, completamente sola, a concentrarmi su di me, o forse no, vorrei urlare a tutti i loro sbagli, vorrei avere delle risposte ai miei mille perchè, ma poi ci ripenso ed è una perdita di tempo, nessuno ti dice mai i perchè in faccia, nessuno cresce più, l’adolescenza si protrae fino alla 30ina o forse più.
Ma…alla fine non ho le forze di fare niente e continuo così con la sveglia biologica delle 8.30-9.00, seduta al mio pc a lavorare-cazzeggiare, poi cucinare, qualche pulizia, un po’ di tv, si ritorna a lavorare, parli con qualche conoscente su internet, scambi 4 parole con i tuoi, e poi è di nuovo sera; ogni tanto prendi il motorino e fuggi tu da sola cercando qualcosa che riempia quel vuoto che sta li ormai da tempo, ma non è ancora il mio momento, penso io, cercando di lasciare ancora uno spiraglio di luce che ogni giorno diminuisce sempre di più…
Difficile a volte capire o interpretare le mie parole, possono sembrare incoerenti, che si contraddicono, eppure notte e giorno si incontrano per 2 volte in 24h, a volte anche solo per pochi secondi, ed è quello il giusto equilibrio. Realismo non è pessimismo o ottimismo, è un incrocio di entrambi che porta verso la strada della verità che c’è dietro le cose.
Abbattiti, piangi, sfogati, ma resisti e lascia che quello spiraglio di luce non scompaia per sempre.
Lascia sempre vivo quello spiraglio di luce

POSTED BY areide on Jul 21 under Mondo Personale

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